LUOGHI DA VISITARE – ITINERARI CONSIGLIATI


Proponiamo di seguito alcuni luoghi da visitare, fra gli itinerari turistici volti alla scoperta di Ferrara e dei comuni della sua provincia di Ferrara, per ammirare lo straordinario patrimonio culturale del territorio.

SITI ARCHEOLOGICI – COMACCHIO


Comune di Comacchio Pieve di Santa Maria in Padovetere

Nel Comune di Comacchio in zona di Valle Pega, si trovano ancora i resti dell’antica pieve paleocristiana di Santa Maria in Padovetere, un impianto ecclesiale risalente al VI secolo d.C.
I meravigliosi resti delle sue fondamenta sono venuti alla luce mentre alcuni operai stavano effettuando lavori di bonifica idraulica, le quali hanno portato al prosciugamento di buona parte delle Valli di Comacchio.

L’area archeologica di Santa Maria in Padovetere, intorno alla pieve, è certamente un punto di riferimento molto importante per gli itinerari turistici, poiché esso costituisce il più antico luogo di culto cristiano per il comune di Comacchio, e dei paesi limitrofi.

Nel 2015 fu attivata una nuova campagna di scavo, e sono stai rinvenuti nella stessa zona un’imbarcazione lignea di circa 15 metri, collocabile tra l’età Romana e quella Alto – medievale, insieme a molteplici altri reperti importantissimi.

NECROPOLI ROMANA DI VOGHENZA


Altro luogo da visitare è Voghenza, un centro di origine antichissima.

Sede vescovile dal IV al VII secolo, viene considerata all’origine dell’attuale Ferrara, da cui dista sola mente 10 km.

Al margine dell’attuale frazione si trova un’area archeologica costituita da una necropoli risalente all’età Imperiale, (secoli I- III d.c.). Numerosi reperti soprattutto di epoca Romana, provenienti dall’area di Voghenza sono raccolti nel Museo lapidario di Ferrara, e nel Museo civico di Belriguardo.

Voghenza era un insediamento romano chiamato Vicus Aventinus o Vico Habentia, fulcro amministrativo di vaste proprietà imperiali.

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce un’area sepocrale e monumentale di una certa rilevanza databile dalla metà del I secolo D.C. alla metà del III.
I materiali ritrovati sono costituiti da ceramica comune (coppe, tazze, lucerne), balsamari di vetro e onice, ornamenti in oro e ambra, oggi esposti al Museo Civico di Belriguardo.

Tra le 67 sepolture (inumazioni e cremazioni), spiccano il grande Sarcofago marmoreo di Ulpia Pusinnica e due recinti funerari con tombe segnalate da cippi iscritti.
Situata appena fuori dall’abitato, la negropoli non è accessibile per le visite, ma è comunque visibile nel suo complesso da Via Dante Alighieri.

Periodo apertura: Tutto l’anno. Visibile solo dall’esterno.

Come arrivare: da Ferrara Raccordo Autostradale Ferrara – Porto Garibaldi, uscita per Gualdo; proseguire seguendo le indicazioni per Voghenza. L’accesso alla necropoli si trova sul fianco destro di Via Danti Alighieri.

MONUMENTI FERRARA


La prima cattedrale cittadina fu la Basilica di San Giorgio, situata fuori dalle mura, nel Borgo San Giorgio, e poi spostata nell’attuale sede a poca distanza dal Castello Estense.

La Cattedrale si San Giorgio, sede dell’Arcidiocesi di FerraraComacchio, è stata fatta costruire da Guglielmo degli Adelardi e consacrata nel 1135 quando furono completate la facciata principale e quelle laterali romaniche. Le arcate della parte superiore della facciata sono del XIII secolo. Il campanile, in stile rinascimentale, venne realizzato nel 1451 – 1493 su progetto di Leon Battista Alberti e ultimato, nella forma attuale, alla fine del XVI secolo, ma rimasto tuttavia incompleto.

Di fronte alla cattedrale si trova il Palazzo della Ragione, costruito in mattoni in stile gotico tra il 1315 e il 1326; l’attuale versione deriva da un rifacimento posteriore alla seconda guerra mondiale, a seguito di un incendio che distrusse una parte del palazzo.

Poco lontano si trova l’attuale sede dell’Università, mentre la sua antica sede, Palazzo Paradiso (1391), ospita oggi la Biblioteca Communale Ariostea nella quale si trova la più completa raccolta di edizione dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto ed alcune lettere di Torquato Tasso, nonché la Bibbia appartenuta al frate domenicano Girolamo Savonarola. Ferrara fu sede universitaria a partire dal 1391, essa vide laurearsi nel XVI secolo Niccolò Copernico (1503) e Paracelso. Importante centro umanistico, ospitò alla corte estense i maggiori poeti italiani del Quattrocento e Cinquecento, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, nonché i grandi pittori del suo tempo, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti (la famosa Officina ferrarese), Garofalo, Tiziano, Dosso e Battista Dossi, Scarsellino. Molte opere di questi autori trovano oggi collocazione nella Pinacoteca nazionale, ospitata nel Palazzo dei Diamanti.

La casa di Ludovico Ariosto fu costruita dallo scrittore a partire dal 1526 nella parte “nuova” della città, inglobata dall’Addizione Erculea ed in essa morì nel 1533. Ferrara è dal XIII secolo importante centro ebraico e, durante le persecuzioni in seguito alle Leggi razziali emanate nel 1938 dal governo fascista, divenne protagonista delle persecuzioni e di un eccidio, avvenuto accanto al fossato del Castello, ricordati dallo scrittore Giorgio Bassani nel romanzo il giardino dei Finzi-Contini (1962) e nel racconto La lunga notte del ‘43 (1956).

Le Mura di Ferrara sono lunghe all’incirca 9 km e hanno mantenuto pressoché inalterate le loro condizioni giungendo ai giorni nostri come si presentavano in epoca medievale. Dotate di numerosi baluardi difensivi, specialmente nella parte sud, in tempi antichi erano interamente circondate da un fossato e ornate da importanti varchi di accesso quali la Porta Paola a sud, la Porta San Giovanni a est e la Porta degli Angeli a nord.

Altrettanto importanti sono le Delizie estensi ovvero un insieme di 19 ville presenti nel territorio ferrarese e nella sua provincia. Rappresentavano i luoghi di ritiro estivi e di svago degli Este, collegati alla città tramite canali navigabili. Oggi si possono ancora ammirare alcune delle delizie sopravvissute nel corso del tempo, mentre altre sono in rovina o non esistono più.

Le più conosciute e meglio conservate sono quelle di Schifanoia a Ferrara, di Belriguardo a Voghiera e di Copparo. Da ricordare anche lo splendido Castello di Mesola, residenza di caccia degli Este.

PARCHI E OASI


Il Parco Massari prende il nome dall’omonimo palazzo cinquecentesco erappresenta il parco cittadino più frequentato dai ferraresi, dotato di una grande fontana circolare in prossimità dell’entrata principale e di numerosi sentieri pedonali. Il parco fu costruito nel 1780 dall’architetto Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua CantelliEra anticamente dotato di sette imponenti varchi di accesso, dei quali tutt’oggi ne rimangono soltanto due: l’ingresso principale su Corso Porta Mare e un secondo che si affaccia su corso Ercole I d’Este. Era inoltre famoso per il numero di statue che lo decoravano oltre alla grande quantità di piante e arbusti. Nel XIX secolo i Conti Massari acquisirono il palazzo e ne modificarono il parco trasformandolo in un tipico giardino all’inglese. Attualmente in corrispondenza dell’ingresso principale sono visibili tre monumentali cedri del libano (Cedrus libani). Sino agli anni settanta del secolo scorso, vicino all’ingresso principale su Corso Porta Mare, era presente un labirinto costruito con siepi, come nei giardini di alcune ville venete. In seguito tale labirinto è stato eliminato per problemi di sicurezza.

L’orto botanico, situato in Corso Porta Mare, di fronte al Parco Massari, si deve alla tradizione ottocentesca di dotare ogni grande città universitaria di un orto botanico. Oggi è parte integrante dell’Istituto di Botanica, che ha sede nel Palazzo Turchi di Bagno, ed è utilizzato per la conservazione, la cura e la ricerca da parte di professori e studenti delle Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Ferrara, oltre ad essere meta di visitatori e turisti.

Parco Pareschi è situato in Corso della Giovecca. In origine fu il giardino del Palazzo di San Francesco, costruito nella seconda metà del XV secolo da Pietro Benvenuti degli Ordini e successivamente ampliato da Biagio Rossetti. Divenne poi il giardino del Palazzo di Renata di Francia, oggi sede dell’Università di Ferrara.

A metà del XIX secolo la famiglia Pareschi lo acquisì, dopo che in passato era stato usato come semplice orto, trasformandolo in un giardino all’inglese.Negli ultimi anni, durante i mesi estivi, il parco viene utilizzato, grazie anche alla sua posizione centrale facilmente raggiungibile, come cinema all’aperto e d’estate vi si svolge una rassegna cinematografica.

Il Parco Urbano Bassani era un tempo riserva di caccia e svago degli Estensi, e costituiva anche un’importante area per il controllo e la difesa della città. Era accessibile direttamente dal Castello Estense percorrendo tutto corso Ercole I d’Este ed attraversando la famosa Porta degli Angeli, inaugurata nel 1492 e chiusa ufficialmente nel 1598, quando gli Estensi trasferirono la loro corte a Modena. Oggi vi si accede con un varco aperto nella mura, in corrispondenza dei Rampari di Belvedere, attraverso via Azzo Novello. Si tratta della più grande area verde fuori dalle mura della città, dotata di attrezzature, piste ciclabili, laghetto ed ampie aree a prato. Ospita in aprile la Vulandra, Festival degli aquiloni e in settembre la manifestazione del Ferrara Balloons Festival. Rientrano nei suoi confini il Centro Natatorio Comunale di Via Riccardo Bacchelli, con piscina coperta e scoperta, la sede del CUS Ferrara Golf, gli impianti sportivi della facoltà di Scienze Motorie dell’Universita degli Studi di Ferrara ed il Campeggio Comunale Estense, tutti in Via Gramicia.

Tra le altre zone verdi, molto importante è il polmone verde costituito dalla cerchia delle mura cittadine, utilizzate da praticanti di sport amatoriali o per semplici passeggiate. In alcune zone si amplia notevolmente, e forma veri e propri parchi, come succede ad esempio nella zona alla fine di Via XX Settembre, in Viale Alfonso d’Este, zona del Montagnone, oppure nella zona di Viale 4 novembre, un tempo Cittadella, cioè zona fortificata di cui sono visibili ancora i poderosi bastioni esterni.

Nella stessa zona della cittadella si trova la zona dell’acquedotto, poi ci sono i Giardini della Stazione, i giardini di Viale Cavour e il verde di Piazza Ariostea. A Ferrara poi si può ancora scoprire, entro le mura cittadine, uno scorcio incredibile che porta il visitatore in un luogo magico: la cosiddetta Campagna in città, situata nei pressi del cimitero ebraico.

Da non dimenticare infine i numerosissimi giardini privati che si trovano nascosti tra le mura degli antichi palazzi medievali e rinascimentali.